21 LUGLIO 2021
PAOLO BONFANTI
IN CONCERTO A CAGLIARI
Il concerto fila che è un piacere e con la massima noncuranza Paolo Bonfanti tira fuori dalle sue mani e dalla sua chitarra tantissime note: dal blues al funk, dal rock al folk. Un personaggio della musica mai stanco di fare il suo mestiere, sempre desideroso di un palco per poter avere un feeling con il suo pubblico, per poter esprimere quello che sente con la musica. Recentemente è uscito con il nuovo disco “Elastic Blues”. Il progetto è il frutto di 10 mesi di lavoro in piena pandemia, 40 musicisti coinvolti (compreso l’autore), 60 anni, 70 minuti di musica, 80 pagine di libro, 15 brani inediti, una cover, una campagna di co-produzione dal basso che ha ampiamente doppiato la cifra inizialmente richiesta; la prefazione di Guido Harari e molto altro per questo “Elastic Blues” che non è solo musica ma anche un libro di memorie, riflessioni, introduzione ai pezzi e traduzione dei testi, impreziosito dalle immagini e dalla grafica di Ivano A. Antonazzo. Già: quelle riflessioni che Paolo Bonfanti ama tanto suonare e trasmettere al suo pubblico. Che sia un brano romantico o un brano in dialetto genovese per lui non fa differenza…è musica da trasmettere ed emozioni da far provare. Paolo Bonfanti, chitarrista, cantante, autore, produttore e molto altro, ci ha regalato ieri sera nella cornice del Corto Maltese (Poetto di Cagliari) un concerto molto convincente, appassionato, che spaziava molto sul Blues (stile musicale a lui caro ma non solo) ma anche fra altri generi che più ama (ad esempio il rock) e lo fa senza compromessi, sostenuto dalla band ma soprattutto dalla sua ispirazione musicale. Non c’è sfoggio di tecnicismo strumentale né vanto artistico nella sua musica, anzi una sorta di pudore e riservatezza nella musica, un velato rispetto che si ripercuote nei confronti del suo pubblico, che accarezza con delicatezza e simpatia. Un concerto di oltre 120 minuti che ha catturato davvero l’attenzione di tutti, con della musica ricca di spunti di riflessione, che apre prospettive musicali diverse, che supera i generi, e quindi non solo blues ma anche rock, folk, funk e persino jazz.
E poi brani cantati in inglese e in genovese o strumentali che descrivono perfettamente il percorso o il musicista di oggi. Prima di iniziare il concerto gli ho fatto una domanda: ma nel periodo di pandemia, che tutti erano senza un palco e non si suonava, ecco…in questi momenti che cosa passa per la mente di un musicista? La sua risposta la dice lunga: “mi sono dedicato alla registrazione ed arrangiamenti delle canzoni del mio nuovo album. E poi più ci chiudevano, più ci toglievano bellezza, più ci accollavano responsabilità, più forte cresceva il desiderio di coinvolgere altre persone. E più noi diventavamo inutili, non essenziali, improduttivi, insomma invisibili, più io vi vedevo. Vedevo i musicisti che non suonavano più, i fonici, i tecnici, i negozi di dischi, i gestori di locali e teatri, gli organizzatori di eventi, le professionalità cancellate, gli investimenti persi, le entrate mancate, le occasioni perdute che per loro natura non possono tornare e di cui nessuno parla. E allora ho pensato, nel mio piccolo, li faccio suonare io, con me: la mia musica che diventa nostra”. Questo è Paolo Bonfanti: un chitarrista inguaribilmente innamorato della musica e del suo mestiere. Da notare il grande lavoro di Simone Murru ed il suo staff per la buona riuscita del concerto al Corto Maltese di Cagliari.